Piscina - Villa I Collazzi, Firenze

Villa I Collazzi è uno dei rari interventi di Porcinai in un giardino storico. L’edificio cinquecentesco, attribuito a Santi di Tito, è posto sulla sommità di un colle a sud di Firenze è circondato da giardini a terrazze.

Nel 1939 i proprietari della villa si rivolgono a Porcinai per disegnare il giardino ed inserire una piscina in uno spazio ristretto e cioè un piano ricavato livellando una scarpata con vigna che si apre a sud, posto fra la maestosa cortina di cipressi che delimita il viale di accesso alla villa.
L’ambito spaziale è ristretto, gli elementi progettuali sono pochi, ma il paesaggista riesce, con uno sforzo di sintesi e di semplificazione, a valorizzare il luogo senza imporre nuove forme: disegna una piscina collocata in un prato, stabilendo la giusta misura tra il nuovo intervento, la mole massiccia della villa cinquecentesca e il paesaggio circostante.
Le soluzioni progettuali proposte da Porcinai ai committenti sono varie; un primo progetto viene respinto, forse per eccesso di elementi decorativi e per lo schema compositivo che costringe la piscina all’interno di una geometria troppo rigida. Altre due versioni, in cui il prato è strutturato da un disegno geometrico di aiuole e percorsi, vengono scartate.Finalmente il progetto definitivo prende forma con la piscina inserita in un prato delimitato su tre lati da un un anello di venti cipressi, l’altissima cortina di cipressi del viale di accesso e la siepe di bosso aperta sulla campagna.
I rivestimenti della vasca sono in quarzite gialla e grigia e il bordo in pietra serena.
Nel 1941 l’opera è terminata e la sua bellezza appare già dalle foto Barsotti custodite in archivio; grazie alla soluzione estremamente semplice e raffinata e alla qualità dell’intervento l’opera si armonizza perfettamente con le forme classiche della villa e della campagna circostante.
Nel 1943 in una lettera che Gio Ponti scrive a Porcinai non solo esprime parole di apprezzamento per l’opera, ma traccia uno schizzo con il quale evoca l’immagine del lavoro eseguito, che si riferisce ad una foto già vista della piscina, che intende pubblicare per al sua rivista “Domus”.
Ciò ci fa capire come il paesaggista fiorentino costituisca per molti un punto di riferimento qualificante, in quel tempo e per le prospettive di “ricostruzione”, nel campo del paesaggio.

(Foto: © Paola Porcinai)

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