Giardino, piscina, maneggio, Arezzo

L’edificio, denominato " Palazzo", si erge sulla collina a San Fabiano: con tre piani fuori terra e una torre merlata è quasi un piccolo castello, circondato da vigneti ed oliveti.
Porcinai progetta negli anni 1956-62 il giardino, la piscina, il maneggio: il compito non è facile perchè oltre alla ricerca della funzionalità degli spazi e delle preesistenze deve essere mantenuto un rapporto armonico fra l’architettura della villa fortemente rappresentativa e caratterizzante e la ruralità della bellissima campagna circostante.

Il Paesaggista disegna un giardino formale adeguato all’architettura della villa: lo scenografico viale di cipressi di accesso con gli alberi che chiudono in spesse cortine i due lati del camminamento, senza aperture visive sul paesaggio circostante; il piazzale delimitato dai lecci, da una siepe di bosso con aiuole rettangolari a prato; i percorsi erbosi che collegano la villa con la piscina e le scuderie.
Dopo la modifica del livello del terreno e la realizzazione di uno spiazzo rettangolare viene realizzata sul lato sud della villa una piccola loggia con colonne in pietra per “aprire” l’edificio all’esterno e creare un “soggiorno all’aperto”.
In un’area lontana dalla visuale che si gode dal “Palazzo”, variando le quote altimetriche del terreno su più livelli e rispettando le piante esistenti, Porcinai inserisce la piscina a forma di L e spogliatoi sotterranei.
Intorno alla piscina le superfici in mattoni e in pietra adornano la vasca insieme a superfici a prato e di tappezzanti (Hypericum calycinum, Cotoneaster buxifolia, ecc.). Una terrazza rivestita in cotto con ringhiera in ferro battuto occulta il locale dell’impianto di depurazione della piscina. Il paesaggista disegna anche un’uccelliera che nasconde il montavivande vicino alla loggia, il “berceau”, gli arredi del giardino e, nel 1960, il nuovo cancello in ferro battuto con pilastri in pietra, sormontato dallo stemma dei Conti Borghini Baldovinetti.

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