Giardino e piscina, Portofino (Genova)

La villa è circondata da un oliveto terrazzato e da pini d’Aleppo che vegetano insieme alla macchia mediterranea sulla ripida scogliera di Portofino verso S. Fruttuoso.
Il Paesaggista progetta le aree circostanti inserendo alberi ed arbusti decorativi (Sparmannia africana, Schinus molle, Oreopanax australis, ed altri), alberi da frutto (aranci, limoni, ciliegi, fichi, nespoli, ecc.), fioriture e rampicanti nel vialetto d’ingresso, nell’area del soggiorno all’aperto, intorno alla piscina, lungo i percorsi ed anche nell’oliveto. L’elemento più sorprendente è però la piscina per la particolare ambientazione, una delle più spettacolari fra le numerose piscine progettate dal Paesaggista: da quel punto il mare è una spendida visione e nuotando si ha la sensazione di esservi immersi.

La piscina, alimentata dall’acqua del mare, si trova al limite superiore della pineta a 70 metri di altezza ed è formata da uno specchio grande per gli adulti ed uno piccolo per i bambini. L’orizzonte, interrotto da alcuni massi, coincide con quello del mare in distanza in cui sembra dissolversi. La vasca lunga 25 metri e larga 7 ha due profondità. L’acqua che tracima cade in un canale in modo da eliminare le foglie cadute in superficie e ritorna in circolo.
L’area circostante è in pietra di Luserna con bordature in ciottoli neri di marmo ed è illuminata per permettere la vita all’aperto anche alla sera. Nello spazio inferiore sono ricavati gli spogliatoi e i locali di servizio.
Una vegetazione lussureggiante circonda la piscina formata anche da alberi preesistenti (Pinus halepensis, Quercus ilex,ecc.) costituita da una grande varietà di alberi (come Melia azedarach ed altri) ed arbusti fioriti (bignonia,corbezzolo, echium,ibisco, lentisco, mirto, lantana, viburno, teucrium, ecc.), piante erbacee perenni e bulbose (astri sudafricani, anemoni giapponesi, gazanie, gigli, pervinche del Madagascar, veroniche, ecc.) e rampicanti (Ficus repens, bouganvilleee, bignonie, clematidi, senecio ed altri).

(Foto:© Paola Porcinai)

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