Giardino del Palazzo di re Zog, Tirana, località Mulletit (Albania)

Nel 1936 l’arch. Giulio Bertè progetta il palazzo Reale insieme alla rampa d’accesso al parco dalla via per Elbasan e la sistemazione del giardino a terrazzamenti.Dopo l’occupazione italiana l’arch. Gherardo Bosio modificherà il progetto dell’edificio.
Dopo aver presentato un progetto (databile tra l’agosto 1934 e il giugno del 1936) per la sistemazione dei giardini lungo il viale, riferito al Piano regolatore di Tirana Nuova, lottizzazione e sistemazione dei giardini dell’arch. Giulio Bertè, Porcinai propone nel 1937 un secondo progetto, questa volta per i giardini del Parco Reale.
Il progetto è probabilmente commissionato dal re Zogu, il cui interesse per il paesaggista toscano, che si era formato all’estero, aveva radici nell’infanzia di Porcinai; essendo nato e avendo trascorso i primi anni della sua fanciullezza a Villa Gamberaia a Settignano (Firenze) di proprietà della Pricipessa rumena Catherine Jeanne Ghika (moglie di Eugenio Ghika, membro di una nota famiglia albanese) ove il padre Martino aveva lavorato alcuni anni come Capo giardiniere, aveva appreso in tale bellissimo giardino, i primi rudimenti della professione.

Pietro Porcinai propone il progetto per i giardini del Palazzo Reale, presentato come elaborato dell’Ufficio tecnico della ditta Martino Bianchi di Pistoia; anche se a quella data il Paesaggista non lavorava più con Bianchi, restava il suo vivaista di riferimento, la tavola firmata e timbrata è intitolata “Progetto eseguito dall’Ufficio di Architettura per parchi e Giardini della ditta comm. Martino Bianchi di Pistoia”.
Dallo slargo ad emiciclo sulla strada per Elbasan l’accesso al parco si ramifica in varie direzioni: a destra devìa subito per l’esedra est d’entrata al Palazzo e prosegue in salita lasciando sulla sinistra la piscina adornata dalla spalliera di pergola e il campo da tennis, giungendo di fianco al roseto; oppure percorre l’intero parco passando sotto il roseto per le serre con l’orto e il frutteto, che declinano circondati da un lembo di bosco. Ancora più in basso, è il maneggio, da cui il percorso sale verso il boschetto che chiude il teatro all’aperto fino alla casa del golf raggiungibile prima a piedi da un diverso sentiero che attraversa il prato, e infine si collega al bivio per il Palazzo, per il garage o per l’uscita.L’altra strada devia subito a sinistra e si reimmette sulla strada per Elbasan, oppure a destra ripete il percorso precedente, oppure si inoltra in un’altro boschetto scendendo verso il garage occultato da alberi o salendo verso il Palazzo. Nel progetto sono presenti i richiami al giardino rinascimentale, e adeguandosi all’orografia del terreno strade tortuose collegano le varie aree con riferimenti al giardino all’italiana e all’inglese.Intorno all’edificio lo spazio è sistemato con la grande esedra di est che lo avvolge, addolcendone le spigolature, e i vari spazi funzionali del giardino, quali la piscina adornata da una pergola e con la costruzione degli spogliatoi che separa dal campo da tennis, il parterre rivolto a sud, il roseto, il giardino di piante acquatiche e la casa del golf con il campo da golf, con aree a prato che circondano il galoppatoio, il percorso ad ostacoli, il teatro all’aperto e una radura naturale .
Nell’ansa della strada per Elbasan, cinta dal limitare del parco è il mausoleo della Regina madre, progettato nel 1934 dall’architetto albanese Kemal Butka.
Il progetto del parco è assunto il 14 febbraio 1937 dalla Ditta “Fratelli Sgaravatti Piante Saonara (Padova) Ufficio tecnico Plan’ kopshitit viles mbretnore” che offre un preventivo più conveniente rispetto a quello della Ditta Martino Bianchi di Pistoia; la ditta elabora un nuovo progetto che prevede la realizzazione di una terrazza, un parterre de broderie ed una scalinata a panoramica che parte dall’ingresso principale a sud, che verrà fatta realizzare dall’arch. G. Bosio.
Pietro Porcinai propone il progetto per i giardini del Palazzo Reale, presentato come elaborato dell’Ufficio tecnico della ditta Martino Bianchi di Pistoia; anche se a quella data il Paesaggista non lavorava più con Bianchi, restava il suo vivaista di riferimento, la tavola firmata e timbrata è intitolata “Progetto eseguito dall’Ufficio di Architettura per parchi e Giardini della ditta comm. Martino Bianchi di Pistoia”.
Dallo slargo ad emiciclo sulla strada per Elbasan l’accesso al parco si ramifica in varie direzioni: a destra devìa subito per l’esedra est d’entrata al Palazzo e prosegue in salita lasciando sulla sinistra la piscina adornata dalla spalliera di pergola e il campo da tennis, giungendo di fianco al roseto; oppure percorre l’intero parco passando sotto il roseto per le serre con l’orto e il frutteto, che declinano circondati da un lembo di bosco. Ancora più in basso, è il maneggio, da cui il percorso sale verso il boschetto che chiude il teatro all’aperto fino alla casa del golf raggiungibile prima a piedi da un diverso sentiero che attraversa il prato, e infine si collega al bivio per il Palazzo, per il garage o per l’uscita.L’altra strada devia subito a sinistra e si reimmette sulla strada per Elbasan, oppure a destra ripete il percorso precedente, oppure si inoltra in un’altro boschetto scendendo verso il garage occultato da alberi o salendo verso il Palazzo. Nel progetto sono presenti i richiami al giardino rinascimentale, e adeguandosi all’orografia del terreno strade tortuose collegano le varie aree con riferimenti al giardino all’italiana e all’inglese.Intorno all’edificio lo spazio è sistemato con la grande esedra di est che lo avvolge, addolcendone le spigolature, e i vari spazi funzionali del giardino, quali la piscina adornata da una pergola e con la costruzione degli spogliatoi che separa dal campo da tennis, il parterre rivolto a sud, il roseto, il giardino di piante acquatiche e la casa del golf con il campo da golf, con aree a prato che circondano il galoppatoio, il percorso ad ostacoli, il teatro all’aperto e una radura naturale .
Nell’ansa della strada per Elbasan, cinta dal limitare del parco è il mausoleo della Regina madre, progettato nel 1934 dall’architetto albanese Kemal Butka.
Il progetto del parco è assunto il 14 febbraio 1937 dalla Ditta “Fratelli Sgaravatti Piante Saonara (Padova) Ufficio tecnico Plan’ kopshitit viles mbretnore” che offre un preventivo più conveniente rispetto a quello della Ditta Martino Bianchi di Pistoia; la ditta elabora un nuovo progetto che prevede la realizzazione di una terrazza, un parterre de broderie ed una scalinata a panoramica che parte dall’ingresso principale a sud, che verrà fatta realizzare dall’arch. G. Bosio.
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Bibliografia
“Architetti italiani in Albania. 1914-1943". Luciana Posca.CLEAR, Roma 2013; pp141-145; 148, 150, 152.
“Pietro Porcinai e la Gamberaia”, Luigi Zangheri, in " I giardini del XX secolo: l’opera di Pietro Porcinai" a cura di M. Pozzana 1998. Alinea Ed.;pp. 131-137

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