Giardino con piscina, Acqui Terme (Alessandria) - Villa Ottolenghi

Nel 1920 i Conti Ottolenghi, Arturo e Herta von Wedekind zu Horst (artista poliedrica di origine tedesca) avevano fatto realizzare dagli architetti Federico d’Amato e in seguito a Marcello Piacentini, Ernesto Rapisardi, Giuseppe Vaccaro, un mausoleo ed un complesso architettonico per ospitare opere d’arte di artisti famosi fra cui Ferruccio Ferrazzi, Arturo Martini, Fortunato Depero, Libero Andreotti, Rosario Murabito ed altri; nel 1955 il figlio di Arturo Ottolenghi, Astolfo, affida a Porcinai l’incarico relativo alla progettazione e realizzazione del giardino.

Dal 1955 al 1970 Porcinai lavorerà in diversi momenti alla realizzazione del giardino.
Il Paesaggista modifica il tracciato della strada di accesso al complesso architettonico, per un suo inserimento armonioso nel paesaggio ed introduce manufatti d’arredo; fa piantare siepi di biancospino e vari esemplari di Lagerstroemia indica che durante la fine dell’estate ravvivano cromaticamente la strada di accesso, per accendersi in autunno con il loro fogliame dalle calde tonalità del rosso e del giallo.
Intorno all’edificio di grande pregio architettonico,denominato “Atelier degli artisti”, realizzato per ospitare i vari scultori ed architetti durante la loro permanenza a Monterosso, un ampio tappeto erboso amplia la percezione dello spazio: un lungo percorso sovrastato da un pergolato di glicine,vite vergine e rose, conduce alla piscina lunga quasi 50 metri, divisa in due settori; uno, con profondità contenuta ed adornata da una fontana scultura , Il Tobiolo, di Arturo Martini e da numerosi giochi d’acqua come piccole sculture-tartaruga ideate da Porcinai, l’altro con profondità di oltre 4 metri.Lungo i bordi della vasca sono collocate originali poltrone in granito progettate dal Paesaggista.
Un lungo percorso ad anello collega il grande prato con il giardino all’italiana; qui Porcinai realizza una struttura a scacchiera: vengono realizzate piccole aiuole quadrate in bosso, separate una dall’altra da una pavimentazione in pietra realizzata allo stesso livello. All’interno di alcune di esse vengono piantate rose di diverso colore e portamento, mentre altre sono lasciate vuote;in alcuni punti di intersezione della struttura a scacchiera, realizzata con lastre di pietra, sono posizionati grandi vasi in cotto che ospitavano originariamente limoni.
Porcinai progetta anche il giardino roccioso ove colloca un tavolo con alcune sedute all’interno della vegetazione, attorniate da cerchi in pietra di varia dimensione e da massi: all’interno delle ruote vengono collocate importanti sculture fra cui Adamo ed Eva di Arturo Martini.
Le piantagioni includono le specie seguenti: (alberi)Fagus sylvatica atropurpurea, Populus alba, Lagerstroemia indica, Cedrus atlantica, Juglans nigra, Quercus petraea, Quercus ilex, Pinus nigra, Juniperus horizontalis, Pterocarya fraxinifolia e J. sabina, Ulmus campestris,Morus alba,Corylus avellana, Magnolia soulangeana ; (arbusti): Crategus monogyna, Buxus sempervirens, Arbutus unedo, Evonimus acuta, Osmanthus fragrans, Prunus laurocerasus schipkaensis, Tamarix gallica, ecc.; (fioriture): rose paulette,tzigane, mitzi, crimson glory, Aster dumosus, Berberis, Iberis sempervirens,Veronica armena e saxatilis, Geranium sanguineum, (rampicanti): Wisteria sinensis, Parthenocissus tricuspidata, Hedera helix, Hydrangea petiolaris, Bignonia radicans (tappezzanti) :Cotoneaster franchetii, Hypericum calycinum.

Nota: Le sedute in pietra di Vicenza disegnate da Porcinai (prima foto in alto a sinistra) sono ancora prodotte dal Laboratorio Morseletto srl (via dell’Economia 97 – Vicenza; www.morseletto.it)

(Le due foto aeree del giardino sono del noto fotografo paesaggista Mark R. Cooper (www.markcooper.it) specializzato in fotografia aerea, le altre sono di Paola Porcinai)

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